Oggi, in preparazione al Giovedì Santo, abbiamo seminato il grano.
Con entusiasmo e curiosità ci siamo messi all’opera.
Per prima cosa abbiamo preparato dei piccoli vasetti.
In ognuno abbiamo sistemato con attenzione del cotone e
poi lo abbiamo bagnato con un po’ d’acqua per renderlo umido.
Dopo aver preparato bene la base,
abbiamo preso alcuni chicchi di grano e
li abbiamo appoggiati sul cotone.
È stato un gesto semplice,
ma lo abbiamo fatto con molta cura.
Dopo aver sistemato i chicchi, abbiamo annaffiato ancora un po’ i nostri vasetti
e poi li abbiamo sistemati in un luogo al buio.
Adesso non ci resta che aspettare con pazienza che spuntino i germogli.
Nei prossimi giorni osserveremo con attenzione cosa succederà.
Pian piano, da quei piccoli chicchi nasceranno dei fili verdi:
sono i germogli del grano.
È sempre bello vedere come da qualcosa di così piccolo possa nascere una nuova vita.
Questo gesto non è stato solo un’attività manuale,
ma ha anche un significato molto importante per noi cristiani.
Il chicco di grano, quando viene seminato,
sembra quasi scomparire nel cotone.
In realtà proprio da quel chicco nasce una nuova pianta.
Questo ci ricorda ciò che celebriamo a Pasqua:
Gesù, dopo la morte sulla croce, è risorto
ed è vivo per sempre.
Per questo i germogli di grano sono legati al Giovedì Santo.
Quando saranno cresciuti, li porteremo in chiesa,
serviranno per adornare l’altare della reposizione.
Così i piccoli vasetti che abbiamo preparato
con cotone, acqua e chicchi di grano
diventeranno un segno di vita e di speranza.
Guardando i germogli ricordiamo che
la vita è più forte della morte e che Gesù,
con la sua risurrezione, dona a tutti noi una vita nuova.
Anche un gesto semplice come seminare il grano
ci ha aiutato a capire meglio il significato della Pasqua e
a vivere questo tempo di Quaresima con più attenzione,
con fede e con il cuore pieno di speranza.

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